ColoreDi colore rosso rubino intenso con riflessi violacei
AbbinamentoUn vino versatile, adatto ad accompagnare sia primi piatti con sughi strutturati che secondi a base di carne bianca e rossa. Ottimo anche con i formaggi stagionati, è da provare con il bollito misto.
Palato
di corpostrutturatorotondomolto ben equilibrato in tutte le sue componenti
Profumi
Frutti rossiNote balsamiche
Descrizione
Che tipo di vino è Il Piemonte Albarossa di Castello di Neive è un rosso da sole uve Albarossa. Offre struttura piena, un profilo equilibrato e una freschezza che favorisce la bevibilità. La vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata con breve macerazione sulle bucce, poi segue un anno in piccole botti di rovere francese e successivo riposo in acciaio. Ne risulta una tessitura morbida e un potenziale di evoluzione moderato. Da dove proviene Nato nella zona collinare di Marcorino, vicino a Neive, il Piemonte Albarossa riflette la vocazione del territorio. Castello di Neive, attivo dagli anni Sessanta, valorizza la storia locale e offre vini che rispecchiano l’identità delle Langhe. Come viene prodotto Le uve Albarossa vengono selezionate per qualità e integrità. Dopo la diraspatura, il mosto affronta una breve macerazione sulle bucce in vasche di acciaio a temperatura controllata per estrarre colore e tannini. La maturazione prosegue per dodici mesi in botti di rovere francese di piccola dimensione, poi un affinamento in acciaio armonizza le componenti aromatiche e garantisce stabilità prima dell’imbottigliamento. Note di degustazione Alla vista mostra colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Il naso offre aromi di frutta rossa matura, come ciliegia e prugna, con note balsamiche e possibili richiami di vaniglia e cacao dovuti all’affinamento in legno. Al palato risulta strutturato e fresco, con tannini levigati e lunga persistenza, e chiude su sfumature fruttate e speziate che completano l’armonia. Con cosa si abbina Il Piemonte Albarossa di Castello di Neive si abbina a carni rosse alla griglia, brasati e selvaggina come cinghiale o capriolo. Tra i piatti piemontesi, accompagna bene gli agnolotti del plin al ragù di arrosto e il brasato al Barolo. Mostra buona sintonia anche con salumi stagionati e formaggi semistagionati a latte vaccino, grazie alla struttura e alle note balsamiche che sostengono i sapori intensi dei secondi piatti regionali. Quando servirlo Si consiglia di servire a 16-18 °C dopo un breve decantamento di 20-30 minuti. La struttura e l’equilibrio tra tannini e acidità consentono di apprezzarlo giovane o lasciarlo evolvere alcuni anni in bottiglia. Con il tempo compaiono sfumature mature e speziate che arricchiscono l’esperienza di degustazione.