Descrizione
Vi siete mai chiesti cosa significhi realmente "fare colpo" con un grande classico senza risultare banali? Il Chianti Classico Borgo di San Felice è la risposta: un vino che sa di storia ma che parla un linguaggio diretto e moderno. Perfetto per chi cerca la sostanza nel calice. Ci troviamo a Castelnuovo Berardenga, nell'appendice meridionale della zona del Chianti Classico. Qui il paesaggio toscano si mostra in tutta la sua bellezza selvaggia e ordinata allo stesso tempo. Il Borgo di San Felice è un vero villaggio medievale trasformato in un centro di eccellenza enologica. Il simbolo del Gallo Nero in etichetta garantisce che le uve provengano esclusivamente dalla zona storica del Chianti tra Siena e Firenze. Una denominazione che impone regole rigide per proteggere un'identità fatta di eleganza e longevità. Protagonista del Bergo è il Sangiovese, affiancato da un tocco di Pugnitello, un vitigno autoctono recuperato dall'azienda che deve il nome alla forma del grappolo, simile a un piccolo pugno chiuso. Il Pugnitello aggiunge colore, struttura e un carattere deciso che rende il blend unico nel suo genere. Le vigne crescono su suoli di medio impasto, ricchi di scheletro, ovvero sassi e minerali derivanti dalla disgregazione dell'Alberese e del Galestro. Questi elementi garantiscono un drenaggio perfetto e donano al vino una mineralità distintiva. La vinificazione avviene in acciaio per circa due settimane, con le due varietà lavorate separatamente per rispettarne i tempi. L'affinamento prosegue poi per 12 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. Questo passaggio in legno grande serve a levigare il vino senza coprire il frutto, mantenendone intatta la fragranza originale. Nel calice si presenta di un rosso rubino vivace e profondo. Il naso è un invito a nozze per chi ama i profumi puliti: spiccano note di ciliegia marasca e frutti di bosco, accompagnate da delicati sentori di viola mammola. In bocca si rivela deciso ma conserva una freschezza sorprendente. I tannini sono dolci e ben integrati, per nulla aggressivi. La chiusura è lunga, equilibrata e lascia un ricordo fruttato molto piacevole. È un vino che non stanca mai, anzi, un sorso tira l'altro. A tavola è il compagno ideale per la cucina di territorio. Da provare con una bistecca alla fiorentina o dei fegatini. Ottimo anche con un tagliere di pecorino toscano stagionato. Per un abbinamento più casalingo, da provare con una pasta al ragù di cinghiale: la morte sua.